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History

Il Grand Hotel Baglioni, costruito nel 1861, fu inizialmente concepito dal principe Carrega-Bertolini in vista del trasferimento della capitale del Regno d’Italia a Firenze. Tuttavia, il principe decise successivamente di convertirlo in un albergo, affidandone la gestione a Leopoldo Baglioni. La struttura passò poi alla proprietà degli eredi di quest’ultimo, che ne continuarono la gestione.
1860 - L'edificio

Il Grand Hotel Baglioni, costruito nel 1861, fu inizialmente concepito dal principe Carrega-Bertolini in vista del trasferimento della capitale del Regno d’Italia a Firenze. Tuttavia, il principe decise successivamente di convertirlo in un albergo, affidandone la gestione a Leopoldo Baglioni. La struttura passò poi alla proprietà degli eredi di quest’ultimo, che ne continuarono la gestione.

L'edificio
1870-1890 - La famiglia Carrega

Andrea Carrega, politico dell’epoca e membro di una ricca famiglia genovese, sposò Giulia Bertolini, appartenente a un'antica famiglia nobile pisana, dando origine al ramo Carrega-Bertolini. Trasferitisi a Firenze, scelsero come residenza familiare l’edificio che oggi conosciamo come Grand Hotel Baglioni. Sopra il portale d’ingresso venne apposto il loro stemma di famiglia, raffigurante un leopardo su fondo oro e rosso. In pochi anni, l’imponente palazzo divenne un simbolo della loro presenza in città. Quarant’anni dopo, l’edificio fu trasformato nell’Hotel Baglioni. Per costruire il maestoso Palazzo Carrega-Bertolini, furono demolite alcune abitazioni situate in Via Panzani, all’epoca chiamata Via dei Cenni, oltre alla sede degli Albergatori e all’antico Teatro degli Arrischiati. Di quest’ultimo sono ancora visibili alcuni dettagli, come l’antico stemma collocato in corridoio economato del Grand Hotel Baglioni.

L’hotel si inserisce nel contesto di Piazza dell’Unità Italiana, dove sorge l’obelisco di 18 metri, progettato dagli architetti Giuseppe Pini e Salvatore Mazzanti. Realizzato con materiali provenienti da tutta Italia, l’obelisco è un monumento dedicato ai toscani caduti nelle guerre per l’indipendenza del Paese.

La famiglia Carrega
1903 - La nascita del Baglioni

Nella seconda metà dell’Ottocento, il principe Carrega, abituato a spostarsi tra Torino, Firenze e Roma, era solito soggiornare a Torino presso un hotel di proprietà della famiglia Baglioni, con cui sviluppò un rapporto di amicizia. Quando decise di trasferirsi definitivamente a Roma, il principe chiese ai Baglioni di trasformare il suo palazzo fiorentino in un albergo.La conversione dell’edificio fu affidata all’ingegner Attilio Rampoldi, che progettò 64 camere, 106 letti e 18 bagni. Il 12 agosto 1903 il Grand Hotel Baglioni aprì ufficialmente le sue porte. Già nel 1905, per rispondere alla crescente domanda, vennero acquistate diverse strutture adiacenti, ampliando ulteriormente l’albergo.

La nascita del Baglioni
1921 - La voglia di Rinascita

Dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1921, venne inaugurato il bar del Grand Hotel Baglioni, che contribuì a renderlo un punto di ritrovo prestigioso per una clientela sia locale che internazionale. Nel 1925, l’hotel divenne la sede del neonato Rotary Toscano, ospitando le riunioni dei soci per oltre un quarto di secolo, consolidando così il suo ruolo come centro della vita sociale e culturale dell’epoca.

La voglia di Rinascita
1932 - L'avvento della famiglia Baglioni

Nel 1928 Andrea Baglioni divenne ufficialmente il proprietario del Grand Hotel Baglioni e fu costituita la SAI (Società Immobiliare Alberghi) per gestire la struttura. Nel 1932 venne acquistato anche il nome “Hotel Palace” e l’albergo assunse la denominazione di “Grand Hotel Baglioni Palace,” rafforzando ulteriormente la sua identità e prestigio.In concomitanza con la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, la proprietà del Grand Hotel Baglioni decise di ampliare ulteriormente la struttura. L’ingegnere Attilio Rampoldi riuscì a realizzare il magnifico roof garden, una terrazza panoramica che ancora oggi offre una vista spettacolare su tutta la città di Firenze.

L'avvento della famiglia Baglioni
1944 - La Seconda Guerra Mondiale ed il Baglioni

Tra luglio e settembre del 1944, durante l’avanzata nazista, la famiglia Baglioni trasformò il Grand Hotel Baglioni in un rifugio sicuro non solo per i clienti, ma anche per i dipendenti e le loro famiglie. L’hotel divenne così un luogo di protezione e solidarietà, come documentato nel diario di Francesco Baglioni, che testimonia l’impegno della famiglia in quel difficile periodo storico. Firenze insorse l’11 agosto 1944, liberandosi dall’occupazione nazifascista due giorni prima dell’arrivo degli Alleati, il 13 agosto. Con l’ingresso delle truppe alleate, il Grand Hotel Baglioni Palace si adattò ancora una volta, diventando la sede del New Zealand Forces Club, ospitando i soldati neozelandesi durante il periodo di transizione.Dopo la fine della guerra, l’hotel fu sottoposto a un completo restauro e, il 1° giugno, riaprì finalmente le sue porte, tornando ad accogliere i suoi ospiti e riprendendo il ruolo di prestigioso punto di riferimento per Firenze.

La Seconda Guerra Mondiale ed il Baglioni
1966 - L'alluvione ed il Baglioni

Il 4 novembre 1966, dopo tre giorni di piogge incessanti, alle 8:30 del mattino il fiume Arno straripò, allagando le strade del centro di Firenze. Anche il Grand Hotel Baglioni fu colpito dall’inondazione: i clienti furono trasferiti ai piani superiori per sicurezza, mentre l’hotel rimase completamente isolato, immerso nel caos provocato dall’alluvione.

L'intero staff del Grand Hotel Baglioni si impegnò con dedizione per salvare e ripulire gli spazi e i mobili danneggiati dall’alluvione. Grazie al loro instancabile lavoro, e sotto la guida di Francesco Baglioni, l’hotel riuscì a riaprire le sue porte il 15 dicembre 1966, solo un mese dopo la devastante inondazione, dimostrando resilienza e spirito di squadra

L'alluvione ed il Baglioni
1972 - L'Aerhotel

Per molti anni, Andrea e sua moglie Jeanne gestirono l’hotel, sperando che anche il loro figlio Francesco jr seguisse le loro orme. Tuttavia, Francesco preferiva l’architettura alla gestione alberghiera e la famiglia Baglioni decise di vendere l’hotel.Nel 1972, il Grand Hotel Baglioni fu ceduto ad Aerhotel, un ramo di Alitalia, con l'intento di creare una catena alberghiera di prestigio. Tuttavia, il contesto storico e le difficoltà economiche che l'Italia e Alitalia stavano attraversando portarono la compagnia a mettere in vendita tutte le sue strutture, inclusi gli hotel di lusso, interrompendo così i piani di espansione e sviluppo del gruppo.

L'Aerhotel
1977 - La nascita della Compagnia Italiana Alberghi

Nel 1977, la CIA (Compagnia Italiana Alberghi) acquistò il Grand Hotel Baglioni, portando con sé non solo una nuova proprietà, ma anche una nuova direzione sotto la guida di Varnero Ciofi. Durante questi anni, furono introdotte importanti novità, tra cui la trasformazione dei saloni delle feste in un centro congressi, che ospitò eventi di grande rilevanza, come le sfilate e gli stand di Pitti Uomo e Pitti Bimbo. In questo modo, il Grand Hotel Baglioni divenne un punto di riferimento per la moda fiorentina, prima che quest’ultima si trasferisse definitivamente alla Fortezza da Basso.

La nascita della Compagnia Italiana Alberghi
1970-oggi - Gli anni di moda di Baglioni

Negli anni ’70 il settore moda era in fermento e le più importanti griffe dell’epoca decisero di eleggere Firenze “capitale della moda”. Per ospitare un evento di così rilevante interesse gli organizzatori scelsero il Grand Hotel Baglioni, che divenne il punto di riferimento della manifestazione grazie alla sua posizione privilegiata, a pochi passi dal Duomo e dalla stazione centrale, e alla sua rilevante capacità ricettiva. Una parte della struttura diventò così un Centro Moda: per l’occasione le camere vennero smontate e le sale affittate per ospitare gli stand e le sfilate.Pitti Donna prima, Uomo, Bimbo e Filati poi, hanno mosso i primi passi proprio al Baglioni, e solo successivamente la sede definitiva è stata trasferita alla Fortezza da Basso. Gli anni sono passati ma il Grand Hotel Baglioni resta sempre la sede principale di gran parte degli espositori del Pitti, che lo scelgono sia in quanto sede originaria della manifestazione, sia perché costituisce un angolo di assoluta tranquillità dove clienti e compratori possono incontrarsi per un pranzo o una cena nello splendido ristorante panoramico B-Roof.

Gli anni di moda di Baglioni
2000 - Un secolo di storia

Nel 2003, in occasione del centenario del Grand Hotel Baglioni, la storica azienda Alinari donò una collezione di foto che ritraevano alcune delle figure più illustri della storia che avevano visitato Firenze nel corso degli anni. Tra questi, molti sono gli ospiti celebri che hanno soggiornato all'Hotel Baglioni, tra cui numerosi personaggi noti del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. Ancora oggi, l’hotel ospita giornalisti, attori, politici e altre personalità di rilievo internazionale.  Il Grand Hotel Baglioni ha saputo preservare il suo fascino storico, integrando al contempo elementi di modernità e comfort. Il design delle sue 192 camere e suite unisce tradizione e gusto contemporaneo, con mobili in legno pregiato, tessuti eleganti e dettagli che evocano la Firenze di un tempo. Situato nel cuore della città, l’hotel non è solo un luogo di soggiorno, ma anche un custode delle tradizioni fiorentine e italiane, diventando un punto di incontro per la comunità locale e accogliendo viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

Un secolo di storia
Ospiti illustri

Il Grand Hotel Baglioni ha ospitato nel tempo menti illustri e ospiti di grande rilievo, diventando un punto di riferimento per la città. Ancora oggi, l'hotel continua a essere il palcoscenico di meeting, congressi e convegni internazionali, attirando partecipanti da ogni parte del mondo. Da ricordare, invece, gli ospiti illustri che hanno preferito il Grand Hotel Baglioni, da Re Umberto I ai vari monarchi del tempo, da scienziati quali Marconi, musicisti come Puccini, Toscanini, Stokowsky, a scrittori quali Pirandello, D’Annunzio, Trilussa o attori quali Eleonora Duse, Ruggero Ruggeri e Rodolfo Valentino. Con la sua storicità e il suo fascino, l'hotel rimane un luogo di incontro per personalità provenienti da tutti i settori, consolidando il suo ruolo come protagonista nella scena culturale e professionale di Firenze.

Ospiti illustri